Un’allegra cerimonia, quella di oggi alla Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Fondazione Mondino: Pietro Castellese, infaticabile animatore del Cral San Matteo, ha incontrato oggi lo staff del Mondino e i bambini ospiti del reparto per consegnare la donazione raccolta grazie alle iniziative organizzate per loro e per i bambini ospiti della Pediatria del Policlinico San Matteo.

Prima di tutto, “La Partita del Cuore” del 18 settembre scorso, manifestazione a cui hanno partecipato tra gli altri ex calciatori di Serie A, personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, la rappresentativa di calcio del Vaticano e i bambini delle scuole calcio locali, a cui è seguita l’udienza a Roma da Papa Francesco, a cui hanno partecipato i bambini e le famiglie del Mondino e della Pediatria del San Matteo.

Alla presenza del prof Livio Tronconi, Direttore Generale, del prof Renato Borgatti, delle coordinatrici infermieristiche Stefania Redaelli e Chiara Sgaroni, dell’infermiere Sabuneti Temptation, Pietro Castellese ha consegnato ai ragazzi e bambini del Mondino un assegno da 3.500 euro, somma che verrà destinata a supportare le iniziative e i nuovi progetti educativi e di assistenza. 

Abbiamo raccolto una somma importante – racconta Pietro Castellese, responsabile del Cral e primo promotore di tutte le iniziative – e ora siamo qui per ringraziare il Mondino e il professor Tronconi per la disponibilità e per annunciare che questo è solo l’inizio! Stiamo già progettando nuove iniziative per i bambini del Mondino e della Pediatria del San Matteo. Un ringraziamento in particolare va alla rappresentativa del Vaticano, che ci ha sostenuto e supportato, e con cui organizzeremo nuove iniziative per la prossima estate”.

Ringraziamo davvero di cuore Pietro, Sabuneti Temptation e tutti quanti hanno collaborato – aggiunge il prof Renato Borgatti, Direttore della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza – Si tratta di un’iniziativa importante, non solo perché si tratta di una somma che ci permette di fare sempre di più per i nostri ragazzi, ma anche perché consente di ricordare a tutta la comunità di quanto si sta facendo ed è necessario fare – scelte terapeutiche, ma anche organizzative e politiche – per aiutare questi ragazzi a uscire dalle difficoltà in cui si trovano”.