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    Neuro-Otologia: vertigini, nistagmo ed acufeni

    Neuro-Otologia: vertigini, nistagmo ed acufeni

    Il controllo dell'equilibrio utilizza informazioni riguardanti la posizione ed il movimento del corpo rilevate per mezzo della vista, della propriocezione (la quale rileva le condizioni di allungamento dei muscoli e la posizione delle articolazioni) e del sistema vestibolare (che rileva le accelerazioni della testa). Lo stesso dato è rilevato in maniera ridondante secondo tre modalità diverse (sistema visivo, propriocettivo, vestibolare), la sintonia e la corretta integrazione delle quali definisce la condizione di equilibrio normale. L'integrazione di queste informazioni ed il loro corretto utilizzo per il mantenimento dell'equilibrio avvengono a livello del sistema nervoso centrale. Si capisce quindi come l'approccio ai disturbi dell'equilibrio non possa prescindere dalla capacità di valutare tutti gli elementi in gioco.

    La non-sintonia genera un conflitto sensoriale che produce la sintomatologia tipica del disequilibrio. In questa accezione, i sintomi di disequilibrio potranno essere molto variegati (vedere la stanza che gira, sentirsi inclinati, sentirsi instabili per cui il mantenimento dell'equilibrio diventa un processo attivo e cosciente piuttosto che automatico e scontato), potranno generarsi anche in condizioni fisiologiche (possono spiegarsi così condizioni quali la chinetosi cioè il mal d'auto e l'acrofobia cioè la paura dei posti elevati) e possiamo aspettarci che siano frequenti.

    Di seguito etichetteremo questa sintomatologia con un unico sostantivo: "vertigine". I puristi del lessico medico storceranno il naso, ma saremo così sintonizzati con il lessico del paziente che generalmente utilizza questo termine per descrivere il disturbo dell'equilibrio per il quale si rivolge al medico, con una sintesi che involontariamente riflette l'esistenza di un meccanismo fisiopatogenetico comune:la caratterizzazione del disturbo dell'equilibrio, e quindi della vertigine, viene dopo.

    L'approccio diagnostico è innanzitutto di tipo clinico, ma richiede l'assistenza ed il supporto di valutazioni strumentali. La valutazione strumentale mira a valutare sia la funzione dei canali (studio nistagmo registrato spontaneo, studio del nistagmo provocato, prove vestibolari rotatorie) sia la funzione otolitica (verticale visiva soggettiva, potenziali evocati speciali, VEMPs ed N3). E' spesso utile anche una  valutazione della funzione uditiva (esame audiometrico tonale, potenziale evocato acustico troncoencefalico), ed una valutazione delle strutture troncoencefaliche e cerebellari (studio dei movimenti oculari saccadici e di inseguimento lento, elettrooculografia).

    Al di fuori dell'ambito vestibolo-cerebellare, può essere utile una valutazione della conduzione sensitiva, sia tramite degli esami erogati direttamente dal laboratorio (potenziali evocati somatosensitivi) che tramite esami effettuati presso il laboratorio di elettromiografia.

    Una volta identificata la possibile sede della lesione / disfunzione potrà essere necessario l'escuzione di un esame di immagine.

    Il trattamento dei disturbi vertiginosi si basa sull'utilizzo di farmaci, ma spesso si base sulla riabilitazione dell'equilibrio, vale a dire su un tipo specifico di riabilitazione che punta ad ottimizzare i fenomeni di adattamento e di compenso.

    Vengono svolti 2 ambulatori diagnostici con prestazioni erogabili tramite impegnative del SSN. Inoltre vengono svolti due ambulatori diagnostici con prestazioni erogabili in regime di libera professione.

    Le visite possono essere prenotate presso il CUP: 0382 380315 o 0382380232.

    Le sedute di riabilitazione vestibolare vengono effettuate dalla dott.ssa S. Colnaghi il mercoledì pomeriggio. Possono essere prenotate telefonicamente allo 0382 380232 od allo 0382 380315.

    Si tratta di cicli di 6 sedute (una al mese) della durata di un'ora, eseguite in regime libero professionale (al costo di 70 euro a seduta)  e comprensive di  una valutazione clinica del sistema vestibolare per la quale è necessaria una impegnativa per "esame clinico della funzionalità vestibolare". 

    Le prove vestibolari strumentali servono a valutare il sistema vestibolare, che comprende diverse strutture localizzate a livello dell' orecchio e del sistema nervoso periferico e centrale. Il sistema vestibolare contribuisce a garantire l'equilibrio, ed il suo cattivo funzionamento comporta la comparsa di sintomi di disequilibrio che vanno dalla sensazione di testa leggera, all'instabilità, alla sensazione di vertigine.

    Le prove vestibolari strumentali possono essere divise in 2 gruppi: quelle che valutano la parte del sistema deputata a rilevare le rotazioni del nostro corpo, costituita dai canali semicircolari, e quella deputata a rilevare i movimenti lineari del nostro corpo, costituita dalle strutture otolitiche.

    I canali semicircolari vengono studiati valutando la presenza di un movimento oculare involontario, chiamato nistagmo (studio nistagmo registrato spontaneo), che nel nostro Laboratorio viene cercato mentre il soggetto è seduto a testa ferma e può guardare, mentre è seduto a testa ferma al buio, mentre è sdraiato. Viene anche valutata la risposta del sistema dopo che viene ruotata solo la testa del soggetto (studio nistagmo registrato provocato), o quando viene fatta ruotare la sedia sulla quale il soggetto è seduto. (le stimolazioni rotatorie, in 3 diverse situazioni che corrispondono ad altrettante funzioni del sistema vestibolare: al buio, alla luce, fissando un oggetto).Le risposte vestibolari vengono registrate con delle video-camere montate su una maschera che viene fatta indossare al soggetto. Rispetto alle prove termiche, basate sull'utilizzo di acqua calda e/o fredda introdotta nell'orecchio, le prove rotatorie permettono uno studio più approfondito della risposta e possono essere interrotte nel caso in cui il soggetto presenti qualche fastidio; le prove termiche possono essere sufficienti nel caso in cui si vuole valutare la presenza di un deficit tipo quello indotto da una neurite vestibolare.

    La valutazione strumentale delle strutture otolitiche è molto complessa, ma presso il Laboratorio sono state applicate delle procedure ben validate, ma che non sono ancora diffuse, non invasive e basate sull'utilizzo di stimoli acustici (potenziali evocati speciali: vestibolari miogeni ed acustici vestibolari) e visivi (altri test della funzione vestibolare: verticale visiva soggettiva).

    Talvolta è utile anche la valutazione di sistemi che sono strettamente collegati a quello vestibolare, quali quello del sistema uditivo e dei movimenti oculari.

    La prenotazione delle prove vestibolari avviene direttamente presso il  Laboratorio Neuro-otologia (0382 380461).

    Come allegato vengono fornite le descrizioni di 3 forme di vertigine particolarmente frequenti:

    la vertigine parossistica posizionale benigna

    l'emicrania vestibolare

    la vertigine psicogena

     

     

     

     
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