
La disfagia, definita come difficoltà a deglutire , è un sintomo presente in numerose patologie neurologiche e , spesso, ne costituisce uno degli aspetti clinici più rilevanti. Fra i numerosi quadri neurologici in cui la disfagia può rappresentare uno dei problemi clinici primari, figurano patologie del Sistema Nervoso Centrale come le vasculopatie cerebrali acute e croniche, la malattia di Parkinson o sindromi parkinsoniane più rare, quali l'atrofia multisistemica, la degenerazione cortico-basale e la paralisi sopranucleare progressiva, e ancora patologie infiammatorie del Sistema Nervoso Centrale come la Sclerosi Multipla. Inoltre anche in patologie degenerative del I e II motoneurone , come la Sclerosi Laterale Amiotrofica, la disfagia è un elemento di primario interesse clinico. Anche disturbi del Sistema Nervoso Periferico e del muscolo quali differenti neuropatie, ad esempio, le sindromi di Giullain-Barré ad esordio cranico o ad evoluzione ascendente, la miastenia gravis, miopatie infiammatorie come la polimiosite che coinvolgono comunemente la muscolatura orale e faringo-laringea, possono mostrare severi quadri di disfagia.
L' Istituto Mondino ha organizzato al suo interno, mediante una rete di Consulenti e Centri Medici esterni (Servizio di Gastroscopia , Clinica Otorinolaringoiatrica e Gastroenterologia del Policlinico San Matteo, Servizio di Scienza della Nutrizione dell'Università di Pavia ) una serie di attività diagnostico-terapeutiche in grado di definire le caratteristiche delle disfagie di pertinenza neurologica, la loro origine e le eventuali indicazioni terapeutiche compresa la loro gestione in cronico.
Per il pazienti con disfagia di origine neurologica, ambulatoriali o ricoverati, tali attività si traducono in un percorso diagnostico-terapeutico che comprende le seguenti fasi:
Valutazione neurologica con particolare riferimento alle problematiche cliniche legate alla deglutizione. Eventuale consulenza logopedica ed otorinolaringoiatrica per completare l'analisi sulle caratteristiche della disfagia, suggerire i primi approcci terapeutici e stabilire un piano nutrizionale adeguato alla situazione clinica.
Esame Elettromiografico delle fasi orale e faringea della deglutizione. Tale esame, eseguibile presso il Laboratorio di dell'Istituto, rappresenta il primo approccio diagnostico obiettivo al problema della disfagia e, quando indicato, diviene anche il mezzo più idoneo per il trattamento delle disfagie da spasmo dello sfintere esofageo superiore mediante l'inoculazione, sotto guida EMG, di tossina botulinica. In tale fase, presso il Servizio di Neuroradiologia dell'Istituto, potrà essere eseguito anche un esame della deglutizione orofaringea con endoscopio flessibile a fibre ottiche (FEES) che consente un ulteriore valutazione delle caratteristiche del quadro disfagico . Se necessario, possono anche essere effettuate ulteriori indagini quali la Videofluoroscopia o la Manometria Esofagea. La prima, eseguibile presso la Neuroradiologia del Mondino, valuta il rischio di aspirazione nelle vie aeree del materiale ingerito ed esaminerà ulteriormente le alterazioni dinamiche della deglutizione; la seconda, eseguibile presso un Centro Medico Esterno in cooperazione con il nostro Istituto (Gastroenterologia del Policlinico S. Matteo di Pavia) viene utilizzata in caso di disfagie imputabili a disturbi funzionali della motilità esofagea.
Il paziente viene quindi sottoposto a periodici controlli ambulatoriali mediante valutazioni logopediche, neurologiche, otorinolaringoiatriche ed, eventualmente, gastroenterologiche sempre con il coordinamento del personale medico dell'Istituto Mondino.
I trattamenti nutrizionali parenterali, rappresentati dall'applicazione di sondino naso-gastrico e dalla gastronomia percutanea per via endoscopica (P.E.G.), quando necessari, verranno organizzati in base alle caratteristiche del paziente con i Centri Medici Cooperanti.