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La cefalea o mal di testa è un disturbo molto diffuso nella popolazione generale, tra il 60 e il 90% degli individui ha sperimentato almeno un attacco di cefalea all'anno. In alcuni casi è un disturbo occasionale, più spesso è frequente e severo tanto da compromettere le capacità lavorative, la vita familiare e sociale di chi ne soffre. La cefalea colpisce prevalentemente le età adulte ed economicamente più produttive della vita (tra i 20 e i 50 anni) ma non risparmia bambini, adolescenti ed anziani.
Con il termine "cefalea" si definisce un dolore localizzato a livello del cranio, provocato dalla stimolazione di strutture intracraniche sensibili al dolore, innervate soprattutto dal nervo trigemino e, secondariamente, dal nervo glossofaringeo.
Una distinzione preliminare, assolutamente necessaria da parte del medico, è la diagnosi di cefalea primaria o secondaria.
Emicrania: l'emicrania è un disturbo che interessa una consistente percentuale della popolazione generale; La prevalenza media, nella popolazione adulta, è di circa il 12% (18% nelle donne e 6% negli uomini), con un rapporto a sfavore delle donne di 3:1. L'emicrania si distingue in due forme principali e di più comune riscontro nella pratica clinica: emicrania senza aura ed emicrania con aura. Il dolore è prevalentemente unilaterale, anche se può alternare di lato o manifestarsi bilateralmente, di intensità moderata o forte, ha carattere più spesso pulsante o martellante e peggiora con il movimento (ad es. chinare il capo, salire le scale); al dolore spesso si associano nausea e/o vomito, intolleranza a luce, rumori, odori. Il paziente con emicrania, in genere, necessita di riposo, in ambiente buio e silenzioso. La durata tipica degli attacchi è compresa tra 4 e 72 ore (in alcuni casi l'attacco si prolunga oltre 72 ore e non risponde ai farmaci, in questo caso si parla di "stato emicranico").
Nell'emicrania con aura (molto meno frequente della precedente), la fase dolorosa è preceduta da alcuni sintomi neurologici, a completa risoluzione, che iniziano gradualmente e continuano per 10-20 minuti fino ad un massimo di 60 minuti. L'aura è caratterizzata più frequentemente da disturbi visivi tipo visione di lampi, macchie luminose o scure, zig-zag o greche luminosi, "spettri di fortificazione", deformazioni degli oggetti, visione offuscata, assenza di visione in una metà del campo visivo. In alcuni casi si possono verificare disturbi della sensibilità (formicolio) ad un braccio e a metà del volto e disturbi della parola. La cefalea successiva può essere come l'emicrania oppure molto più lieve e (tipo cefalea tensiva). Crisi di emicrania con e senza aura possono manifestarsi nello stesso paziente.
Cefalea di tipo tensivo: circa il 90% delle cefalee ricade in questa categoria ed anche in questo caso il 75% dei soggetti è di sesso femminile. Questa cefalea può essere infrequente (occasionale, meno di 1/mese), frequente (1-15 volte/ mese) e cronica (più di 15 giorni al mese). Il dolore è gravativo/costrittivo, a tutta la testa, di intensità lieve-media, non impedisce, in genere le normali attività. In qualche caso il paziente può avere modesta intolleranza a luce o rumori. Il dolore non si aggrava con i movimenti. La durata delle crisi può variare da mezz'ora a più giorni, nelle forme più severe e croniche, il dolore comparirà al risveglio e proseguirà fino a sera.
Cefalea a grappolo: cefalea molto più rara rispetto alle precedenti, si manifesta prevalentemente nel sesso maschile, anche se, negli ultimi anni, la frequenza nelle donne sembra essere aumentata di pari passo con l'acquisizione di attività lavorative e stili di vita in passato tipici solo degli uomini.
Gli attacchi sono particolarmente dolorosi tanto che la forma si è guadagnata anche la definizione di "cefalea da suicidio". E' caratterizzata da accessi parossistici di dolore lancinante, di intensità molto forte, di durata tra 15 e 180 minuti, a livello dell'occhio e della tempia, sempre dallo stesso lato. La cefalea si accompagna ad intensa lacrimazione, occhio arrossato, ostruzione e/o secrezione nasale, sudorazione facciale, pupilla più piccola e palpebra abbassata, tutti dal lato del dolore. La nausea e il vomito sono molto rari. L'intensità della cefalea è tale da impedire al paziente di rimanere in una posizione fissa (a differenza dell'emicranico) ed anzi il suo comportamento è estremamente agitato. Le crisi, nella forma episodica, si presentano giornalmente, spesso ad orari fissi, una o più volte nelle 24 ore, per periodi della durata di 3-6 settimane con cadenza annuale o biennale (grappoli). Il 10% circa dei pazienti ha una forma cronica, senza lunghe fasi di remissione.
La cefalea (in particolare l'emicrania), può essere scatenata da alcuni stimoli o situazioni: alimenti (alcool, cioccolata, salumi, insaccati, cibi conservati, glutammato, spezie, formaggi, altri che ogni paziente individua), odori forti o pungenti, periodo mestruale, fine settimana, variazioni dei ritmi di vita abituali, variazioni climatiche, esposizione al sole, altitudine, farmaci (nitroglicerina, reserpina, estrogeni, "pillole dell'amore"), eventi stressanti, posture scorrette prolungate (in particolare per la cefalea tensiva).
Queste informazioni, possono essere utili per ridurre il numero di crisi, evitando, ove possibile, il fattore scatenante.
La cefalea da uso eccessivo di farmaci (Medication Overuse Headache - MOH) è una forma disabilitante di cefalea cronica che evolve a partire da una forma episodica - generalmente emicrania, cefalea tensiva o entrambe - come conseguenza dell'uso eccessivo di farmaci sintomatici, ad esempio analgesici, triptani, derivati ergotaminici, oppioidi, ecc.
Questo succede perché, se si assumono troppi farmaci sintomatici, dopo un po' di tempo non funzionano più, la cefalea diventa cronica, le terapie preventive diventano inefficaci, si possono verificare altre patologie per l'elevato consumo di farmaci (gastriti, disfunzioni del fegato e dei reni, aumento della pressione arteriosa, ecc.)
Cosa fare? Bisogna rivolgersi al medico e a un centro specializzato per effettuare una disintossicazione dai farmaci e una riabilitazione, sotto controllo medico per tornare ad una forma episodica.
E importante compilare il diario della cefalea. Il diario aiuta il medico a capire meglio il vostro mal di testa e permette di ricostruire se la cefalea si verifica in situazioni particolari e, soprattutto, quanti farmaci sintomatici si assumono nel mese. Permette anche di valutare se una cura è efficace.
Il Centro Regionale Diagnosi e Cura delle Cefalee di Pavia effettua attività ambulatoriale, di Day Hospital (DH) e di ricovero ordinario.
Gli ambulatori sono distinti per 1e visite e controlli. Sono attivi poi ambulatori speciali dedicati a particolari forme di cefalea: cefalea a grappolo, emicrania mestruale/cefalee ormonali, auree emicraniche, cefalee croniche/percorso CARE.
Gli esami diagnostici, ove necessari, vengono richiesti dallo specialista dopo la visita analogamente a quanto accade per il ricovero diurno in Day Hospital o il ricovero ordinario ove necessari.
I ricoveri ordinari vengono di norma effettuati per pazienti con uso elevato di farmaci sintomatici (MOH) che necessitano di un trattamento di disintossicazione/riabilitazione da farmaci, per dubbio di cefalee sintomatiche, per cefalee assolutamente resistenti
I ricoveri in Day Hospital vengono effettuati per eseguire trattamenti specifici (blocchi antalgici, tossina botulinica) in sindromi dolorose cranio-cervicali.
ll diario è il modo più semplice ed efficace per aiutare il proprio specialista a capire di quale tipo di mal di testa si è affetti e quale sia il trattamento più opportuno. Nel diario delle cefalea, infatti, il paziente riporta in modo semplice e conciso le informazioni necessarie e utili al neurologo affinchè possa eseguire una corretta diagnosi e prescrivere una adeguata terapia.
Il diario, inoltre, consente il monitoraggio della frequenza, della durata e dell'intensità del dolore e degli aventuali sintomi di accompagnamento.
Questo prezioso strumento di lavoro è infine importante per stabilire i fattori che possono scatenare la cefalea (come ad esempio l'ovulazione e il ciclo mestruale) e misurare il consumo dei farmaci analgesici.
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