Una nuova cura per la cefalea

27 dicembre 2018

Una nuova terapia per la prevenzione per dell’emicrania è da oggi disponibile presso il Centro Cefalee della Fondazione Mondino.
L’Istituto è il primo in Lombardia e tra i primi in Italia a somministrare il nuovo farmaco, indicato per la prevenzione dell’emicrania nel paziente adulto con emicrania episodica cronica e almeno 4 giorni di emicrania al mese.
La somministrazione avviene con iniezione sottocutanea ogni 28 giorni.

Qui la news…

Che cos'è la cefalea

La cefalea, o mal di testa, è un disturbo molto diffuso.

Con il termine “cefalea” si definisce un dolore localizzato a livello del cranio, provocato dalla stimolazione di strutture intracraniche sensibili al dolore. In alcuni casi si tratta di un disturbo occasionale; più spesso invece si manifesta frequentemente e in modo intenso, tanto da compromettere la capacità lavorativa e la vita familiare e sociale di chi ne soffre.

La cefalea colpisce prevalentemente la popolazione nella fascia d’età adulta (tra i 20 e i 50 anni) senza però risparmiare bambini, adolescenti e anziani.

Dipartimenti, U.O e centri di riferimento

Dipartimento di Neurologia d’Urgenza
Unità Operativa Diagnosi e Cura delle Cefalee
Centro Regionale Diagnosi e Cura delle Cefalee

Ambulatori di riferimento

Cefalea a grappolo
Emicrania mestruale e cefalee ormonali
Auree emicraniche
Cefalee croniche/percorso CARE
Tossina botulinica

Tra le attività ambulatoriali è possibile anche il Day Service Ambulatoriale (DSA) che permette, a seguito di visita presso il Centro Cefalee, di eseguire indagini cliniche necessarie per una migliore definizione del caso, presso i servizi dell’Istituto Mondino.

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Quali sono le cause della cefalea

Le cause della cefalea non sono ancora del tutto chiare.
Si ipotizza che il dolore sia causato da un difetto nella comunicazione tra cervello, nervi e vasi sanguigni del cranio, che deriva da una disfunzione di alcune sostanze chimiche denominate neurotrasmettitori. Anche la familiarità è un fattore da tenere in considerazione: spesso, infatti, chi soffre di cefalea ha in famiglia altre persone che soffrono dello stesso disturbo.

La cefalea, in particolar modo se si tratta di emicrania, può essere scatenata da alcuni fattori:

  • alimenti (alcool, cioccolata, salumi, insaccati, cibi conservati, glutammato, spezie, formaggi)
  • odori forti o pungenti
  • variazioni dei ritmi di vita abituali
  • eventi stressanti
  • periodo mestruale
  • farmaci (nitroglicerina, reserpina, estrogeni, “pillole dell’amore”)
  • variazioni climatiche, esposizione al sole, altitudine
  • fine settimana
  • posture scorrette prolungate

 

Individuare ed evitare, per quanto possibile, il fattore scatenante può essere utile per ridurre il numero di crisi.

Le tipologie più comuni di cefalea: sintomi e diagnosi

Le cefalee si distinguono in due macrocategorie:

  • le cefalee primarie (definite anche essenziali o idiopatiche) sono quelle che non derivano da altre condizioni mediche e rappresentano da sole la patologia
  • le cefalee secondarie (definite anche sintomatiche) sono quelle in cui la cefalea rappresenta un sintomo di un’altra patologia di varia natura.

 

Le cefalee primarie più comuni è più frequentemente trattate presso l’Istituto Mondino di Pavia sono l’emicrania, la cefalea di tipo tensivo e la cefalea a grappolo.

Emicrania: sintomi e cause

È una patologia che colpisce una consistente percentuale di popolazione, con prevalenza nella fascia dell’età adulta (12%) e con un’incidenza più frequente per le donne (18% contro il 6% per gli uomini).

L’emicrania si distingue in due forme principali: emicrania senza aura ed emicrania con aura.

Il dolore è prevalentemente unilaterale, ma può manifestarsi anche bilateralmente o alternarsi su entrambi i lati, è più spesso pulsante o martellante, di intensità moderata o forte e peggiora con il movimento, anche con quelli più banali come chinare il capo o salire le scale.

Al dolore spesso si associano nausea, vomito, intolleranza a luce, rumore e odori. Il paziente con emicrania generalmente necessita di riposo in un ambiente buio e silenzioso.

La durata tipica degli attacchi è compresa tra 4 e 72 ore, ma più raramente può prolungarsi oltre le 72 ore e non rispondere ai farmaci (stato emicranico).

Nell’emicrania con aura, molto meno frequente rispetto alla precedente, la fase dolorosa è preceduta da alcuni sintomi neurologici, detti aura, caratterizzati da disturbi visivi come visione di lampi, macchie luminose o scure, zig-zag o greche luminose, “spettri di fortificazione”, deformazione degli oggetti, visione offuscata, assenza di visione in una metà del campo visivo. In alcuni casi si possono manifestare anche disturbi della sensibilità (formicolio) a un braccio e a metà del volto e disturbi della parola. Questi disturbi iniziano gradualmente e proseguono per 10-20 minuti, fino a un massimo di 60 in genere; in alcuni casi possono prolungarsi per tempo maggiore. La cefalea che segue l’aura può essere di intensità medio-forte, come per l’emicrania senza aura, oppure molto più lieve. Crisi di emicrania con e senza aura possono manifestarsi nello stesso paziente. In rari casi nella fase di aura si può manifestare una mancanza di forza agli arti di un lato per un tempo che può essere anche prolungato; sono questi i rari casi di emicrania emiplegica che può essere familiare o sporadica e che è l’unica forma, al momento nota, di tipo genetico correlata ad una alterazione cromosomica.

Cefalea di tipo tensivo: sintomi e cause

È la tipologia di cefalea con il più alto tasso di incidenza (circa il 90% delle cefalee ricade in questa categoria e anche in questo caso il 75% dei soggetti è di sesso femminile). La cefalea di tipo tensivo può essere infrequente (occasionale, meno di una volta al mese), frequente (da 1 a 15 volte al mese) e cronica (più di 15 volte al mese). Il dolore è di tipo costrittivo, di intensità lieve-moderata, interessa tutta la testa e non impedisce in genere le normali attività. In qualche caso il paziente può avere modesta intolleranza a luce o rumori. Il dolore non si aggrava con i movimenti. La durata delle crisi può variare da mezz’ora a più giorni e, nelle forme più severe e croniche, il dolore può comparire al risveglio e proseguire fino a sera.

Cefalea a grappolo: sintomi e cause

cefalea molto più rara rispetto alle precedenti, si manifesta prevalentemente nel sesso maschile, anche se, negli ultimi anni, la frequenza nelle donne sembra essere aumentata di pari passo con l’acquisizione di attività lavorative e stili di vita in passato tipici solo degli uomini. Gli attacchi sono particolarmente dolorosi tanto che la forma si è guadagnata anche la definizione di “cefalea da suicidio”. È caratterizzata da accessi di dolore lancinante, di intensità molto forte, di durata tra 15 e 180 minuti, a livello dell’occhio e della tempia, sempre dallo stesso lato. La cefalea si accompagna ad intensa lacrimazione, occhio arrossato, ostruzione e/o secrezione nasale, sudorazione facciale, pupilla più piccola e palpebra abbassata, tutti dal lato del dolore. La nausea e il vomito sono rari. L’intensità della cefalea è tale da impedire al paziente di rimanere in una posizione fissa (a differenza dell’emicrania), anzi il suo comportamento è estremamente agitato. Le crisi, nella forma episodica, si presentano giornalmente, spesso a orari fissi, una o più volte nelle 24 ore, per periodi della durata di 3-6 settimane con cadenza annuale o biennale (grappoli). Il 10% circa dei pazienti ha una forma cronica, senza lunghe fasi di remissione.

Nella figura sono riportati schemi esemplificativi delle 3 principali forme di cefalee primarie e delle nevralgie

Le cefalee primarie più comuni è più frequentemente trattate presso l’Istituto Mondino di Pavia sono l’emicrania, la cefalea di tipo tensivo e la cefalea a grappolo.

Le cefalee sintomatiche (o secondarie): sintomi e cause

a differenza delle cefalee primarie, non costituiscono di per sé una patologia, ma si manifestano come campanello d’allarme di altre patologie.

È possibile distinguere la cefalea sintomatica dalle cefalee primarie prestando attenzione ad alcuni segnali:

  • insorgenza improvvisa di una nuova cefalea
  • improvviso cambiamento delle caratteristiche di una cefalea
  • cefalea per la prima volta dopo i 50 anni
  • dolore sempre dallo stesso lato
  • peggioramento del dolore dopo tosse, starnuto, sforzo fisico, attività sessuale, con posizione sdraiata o in piedi
  • il dolore fa svegliare di notte
  • con il dolore ci sono altri sintomi (febbre, dolori muscolari, perdita di peso, rigidità del collo, eruzione cutanea)
  • oltre alla cefalea si verifica confusione, perdita di coscienza, vertigini, la cefalea è resistente ai trattamenti consigliati.

Quali sono le cure, le terapie e trattamenti per la cefalea

Se si soffre di cefalea, il primo passo è rivolgersi a un medico oppure un centro specializzato nella cura delle cefalee, come l’Istituto Mondino di Pavia (il suo Centro Cefalee è stato fondato nel 1975). La diagnosi di cefalea primaria è prevalentemente clinica e, quindi, una raccolta completa di informazioni sulla storia della cefalea è fondamentale per la diagnosi, come pure acquisizione di notizie su presenza di altre malattie, sui farmaci assunti abitualmente, sugli stili di vita ed attività lavorativa, su eventuali malattie familiari.

Dopo la visita neurologica, il medico stabilirà se è necessario effettuare esami di approfondimento oppure potrà formulare una diagnosi e prescrivere una terapia appropriata.

Il diario della cefalea è un metodo semplice ed efficace per aiutare il medico a capire meglio il tipo di cefalea, il suo andamento, la frequenza, la relazione con alcune particolari situazioni, l’efficacia dei farmaci sia sintomatici che di profilassi. Nel diario delle cefalea, infatti, il paziente riporta in modo semplice e conciso varie informazioni che saranno di ausilio nella gestione della patologia.

Il diario, inoltre, consente il monitoraggio di frequenza, durata e intensità del dolore e degli eventuali sintomi di accompagnamento.

Questo strumento di lavoro è infine importante per rilevare alcune situazioni che possono scatenare/favorire la cefalea (come ad esempio la mestruazione, il fine settimana, i ritmi di sonno-veglia) e monitorare il consumo dei farmaci analgesici (prevenzione dell’abuso di farmaci).

Gli esami diagnostici, il ricovero ordinario o accessi specifici ambulatoriali (MAC), se necessari, vengono richiesti dallo specialista dopo la visita. I ricoveri ordinari vengono normalmente effettuati per pazienti con cefalea cronica da uso eccessivo di farmaci (MOH) che necessitano di un trattamento controllato di disintossicazione/riabilitazione, per dubbio di cefalee sintomatiche e per cefalee assolutamente resistenti. Altre modalità di accesso ambulatoriale più complesse vengono decise, di volta in volta, per particolari situazioni da approfondire o trattamenti (ad esempio trattamenti con tossina botulinica).

Centro Regionale Diagnosi e Cura delle Cefalee di Pavia

Il Centro Regionale Diagnosi e Cura delle Cefalee si trova presso l’Istituto Mondino di Pavia e svolge attività ambulatoriale (prime visite e controlli), Macroattività Ambulatoriale ad alta Complessità (MAC) e di ricovero ordinario. Inoltre sono attivi ambulatori speciali dedicati a specifiche forme di cefalee:

  • cefalea a grappolo
  • emicrania mestruale e cefalee ormonali
  • auree emicraniche
  • cefalee croniche/percorso CARE
  • tossina botulinica

In evidenza - la cefalea cronica da uso eccessivo di farmaci (MOH)

La Cefalea da uso eccessivo di farmaci (Medication Overuse Headache – MOH) è una forma disabilitante di cefalea cronica che deriva da una for­ma episodica (generalmente emicrania, cefalea tensiva o entrambe) come conseguenza dell’uso eccessivo di farmaci sintomatici, ad esempio analgesici, triptani, derivati ergotaminici, oppioi­di, ecc. Quando si assumono troppi farmaci “al bisogno”, dopo un po’ di tempo questi funzionano meno o per nulla per cui si aumentano le dosi, la cefalea diventa cronica, le terapie pre­ventive diventano inefficaci, si possono verificare altre patologie (gastriti, disfunzioni del fegato e dei reni, aumento della pressione arteriosa, ecc.).

Quali sono le cure, le terapie e trattamenti per la cefalea cronica da uso eccessivo di farmaci?

La prima cura di questa forma è la disintossicazione dai farmaci e una riabilitazione, sotto con­trollo medico, per cercare di ripristinare una forma di cefalea episodica. Questa cefalea è molto frequente nei Centri Cefalee come quello dell’Istituto Mondino anche perché è di difficile gestione e cura in quanto può essere soggetta a recidive.

Presso il Centro Cefalee del Mondino sono possibili varie strategie di terapia e di cura; il Centro, inoltre, partecipa a sperimentazioni di farmaci e dispositivi innovativi.

Presentazione del Centro Cefalee

Trasmissione “Buongiorno Dottore”, 26 giugno 2014, Class Tv

In studio la prof.ssa Critina Tassorelli e la prof.ssa Rossella Nappi sul tema “L’emicrania, patologia di genere? Il dolore, le cause e i possibili rimedi”.